Un’intervista a Masao Maruyama fondatore dello studio Mappa

Il gigante dell’industria dell’animazione, Masao Maruyama, è uno dei fondatori della MadHouse, lo studio leggendario che ha prodotto tantissimi anime e filmMasao Maruyama

Masao Murayama ha contribuito a tantissime produzioni: dall’artistico Satoshi Kon fino a fenomeni pop contemporanei come Trigun e Card Captor Sakura.

Nel 2011 Maruyama fonda MAPPA, uno studio che si è giudicato lo scettro di miglior studio anime del momento, grazie a serie come GARO, Rage of Bahamut e altri ancora.
Da sempre partecipa alla fiera degli anime e Manga Otakon, e quest’anno la sua partecipazione è stata speciale, si è parlato del nuovo film prodotto da MAPPA: In questo angolo di mondo.

Come sempre ringraziamo gli amici di animenewsnetwork che si sono prodigati per l’intervista.

Premiato dalla critica, questo film racconta come è stata vissuta la seconda guerra mondiale dal punto di vista di una piccola famiglia che vive nei pressi di Hiroshima, la città che ha malvolentieri ospitato uno dei peggiori disastri della storia mondiale dell’uomo.

Durante gli Otakon 2017 abbiamo avuto l’occasione di parlare con lui del film e di ciò che esso significhi per lui, ma anche di quanto difficile sia stato lavorare su una storia così delicata.

Masao MaruyamaANN: Una delle cose che mi sono chiesta è: questo film è veramente d’impatto per il modo in cui parla della seconda guerra mondiale, quello che volevo chiedere è, perché fare questo film soltanto adesso? Cioè, cosa significa ai giorni nostri ricreare in un film avvenimenti così tristi per il pubblico?

MASAO MARUYAMA: Io credo che questo sia e sarà un tema che non riusciremo mai a cancellare o dimenticare,la vita durante la seconda guerra mondiale è stata molto dura. Riguardo a Hiroshima, una bomba nucleare ha devastato la città e milioni di persone sono morte a causa di ciò. Alcuni sono riusciti a sopravvivere e a ritrovare la forza di ritornare a vivere. Anche nel 2011 il Giappone ha assistito ad un evento tristissimo, un grande tsunami e terremoto ha devastato, l’11 Marzo di quell’anno, la nazione intera. Molte persone sono morte, e anche questa volta alcuni sono sopravvissuti e continuano a vivere.
“In questo angolo di mondo” non riporta semplicemente un fatto storico, ma riporta i dolori e le lotte che hanno dovuto sostenere quelle persone, ed io penso che sia molto importante raccontare quelle esperienze alle persone di oggi e anche a quelle future. Non è qualcosa che riguarda solo il GIappone, ma tutto il mondo. E’ un tema universale che sarà sempre ricorrente.

Masao MaruyamaANN: Nel tuo stand, ieri, hai detto che la volontà dello staff era ricreare l’Hiroshima di quegli anni per dare un’immagine ai sopravvissuti dei bombardamenti di com’era la loro città. Questo mi da molto a pensare: Che tipo di riflessioni volevi suscitare sul pubblico, in particolare a quelli che, sia giovani o vecchi, non erano li per vedere davvero com’è stata questa tragedia?

MASAO MARUYAMA: Ciò che è stato distrutto non può essere ricreato. Infatti, ci sono pochissime foto di quel tempo che che ci possono aiutare nel ricostruire la città. Il direttore Katabuchi ha passato molto tempo a ricercare fonti utili a ricostruire quel tempo. Ha incontrato molte persone, ha parlato ai sopravvissuti e registrato le loro testimonianze e raccolto ogni foto di quel periodo. Io spero che i giovani di oggi grazie a ciò riescono a capire e conoscere dove sono nati e dove possono vivere oggi grazie agli sforzi fatti in passato. Questo è l’obiettivo del mio film.

ANN: Sei stato coinvolto nella produzione di moltissimi film nella tua carriera. Per fare un esempio, Barefoot Gen. Sono stati fatti tantissimi film sulla guerra, sia animati che non. In ragione di ciò, hai percepito qualcosa che in questi film passati mancava e quindi hai sentito la necessità di esprimerlo con “In questo angolo di mondo”?

MASAO MARUYAMA: E’ proprio questo il punto. Quando guardi questi vecchi film, come Barefoot Gen, ci sono messaggi forti, ed è un forte sentimento di sdegno che mirano a creare. Questo aspetto non è molto marcato in “In questo angolo di mondo”. Si parla solamente della storia di una ragazza ordinaria che sopravvive alle avversità, è uno spaccato di vita quotidiana di quel tempo. Anche dopo tutte quelle disgrazie il cielo è ancora blu, un bellissimo blu. I fiori continuano a crescere, e sono ancora meravigliosi. La gente è ritornata a sorridere. Non hanno quanto gli serve per riuscire a vivere e bisogna stringere i denti per riuscire a sopravvivere. E’ esattamente uno spaccato di vita. Questo rappresentava il manga da cui è tratto il film ed il nostro lavoro è stato solo trasformare quelle immagini in immagini animate.

Masao MaruyamaANN: Quando hai deciso che avresti parlato di queste cose nel tuo prossimo film? Sei stato tu a metterti alla ricerca di una storia che parlasse di ciò oppure hai deciso di creare questa storia dopo aver letto il manga?

MASAO MARUYAMA: Avevo intenzione di raccontare una storia di questo tipo nel mio prossimo film. Quando lavorai su Barefoot Gen, ero giovanissimo, stiamo parlando di circa 30 anni fa e quella era ciò che ritengo la mia migliore idea avuta sulla trasposizione in film della guerra. Ciò che invece ho trovato in “In questo angolo di mondo” è una fedele trasposizione cinematografica di una spaccato di vita quotidiana. Potrebbe anche trattarsi di una storia non necessariamente caduta sotto la seconda guerra mondiale, la mia protagonista si colloca qui, in un mondo pieno di avversità da superare ma che ancora può regalare sogni. Pur perdendo la mano continuerà a disegnare. Ci sono molte storie di resistenza e sopravvivenza, questo è ciò che è importante. Poteva anche non trattarsi della guerra, tuttavia abbiamo voluto anche ricercare materiale su questo fatto storico importante.

Masao MaruyamaANN: Nel tuo stand hai anche menzionato le difficoltà che hanno coinvolto la produzione del film. Riguardo solo il reperimento del materiale o c’è ne sono state altre? Ci sono stati anche altri problemi che ti hanno reso difficile il lavoro?

MASAO MURAYAMA: Abbiamo avuto qualche problema per finanziare il progetto. L’idea dietro “In questo angolo di mondo” non è qualcosa di apprariscenete e nemmeno strappalacrime. Non c’è nulla di appariscente, nulla di fuoriluogo e nulla di esaltante. E’ stato difficile convincere la gente ad investire sul progetto. Abbiamo lavorato duramente per sei anni, quasi sette. Alla fine siamo riusciti a trovare tantissime persone che hanno capito cosa si cela dietro al progetto e all’idea che volevamo realizzare.

Un’intervista all’illustratrice Yuno, sui Manga e sul loro lato artistico

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Informazioni su palermomanga

Ragazzino di 23 anni che si sta laureando. Al momento passa le giornate a leggere manga, guardare anime e giocare ai videogiochi. Tra le sue opere preferite rientrano: Harlem Beat, Death Note, Full metal alchemist, One Piece, Maison Ikkoku. Al momento sta cominciando My hero Academia e Rinne. Si diletta a cercare e pubblicare news sul mondo degli Anime e Manga.

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